Un pranzo, un incontro faccia a faccia tra Giuseppe Conte e Paolo Zampolli, imprenditore molto vicino a Donald Trump. Anzi, come spieghiamo su Libero oggi, mercoledì 1 aprile, "amico storico e stretto collaboratore" del presidente degli Stati Uniti. Un'esclusiva del nostro quotidiano che apre un caso politico: ma come, a quel tavolo sedeva lo stesso Conte che ogni giorno, incessantemente, cannoneggia contro Trump per colpire il governo Meloni? Proprio lui, senza timore di smentita, proprio il leader grillino in carne ed ossa. "Una missione riservata per apparecchiare il ritorno a Palazzo Chigi con la benedizione della Casa Bianca", si interroga Mario Sechi nel fondo su Libero.
"Giuseppe Conte è il principe del trasformismo del nostro tempo - aggiunge il direttore - non fai in tempo a vederlo a destra che lo ritrovi a sinistra, lo piazzi tra i compagni e lui è già centrista, lo incaselli come neo-democristiano e s'impanca come liberale. Ieri di primo mattino tuonava contro la Meloni, lanciava saette su Trump, un moderno Pericle che parla agli ateniesi. All'ora di pranzo, lo stesso Conte impegnato nella battaglia per la difesa dello spazio aereo, terrestre e marittimo dell'Italia dall'invasione degli yankee, è tornato 'al naturale', a tavola al ristorante San Lorenzo, a Roma", con Zampolli.















