Senza voler far torto a nessuno, neanche agli occhiuti analisti geopolitici de noantri vorremmo riproporre la lettura critica fatta non da un quisque de populo ma proveniente direttamente dall’autorità militare americana più alta in grado: il generale statunitense Alexus G. Grinkevich, comandante supremo delle forze alleate in Europa, che in un’intervista rilasciata al Financial Times lo scorso 18 giugno, ha confermato che non esiste nessuna minaccia né indizio di minaccia che i russi si apprestino ad attaccare l’Europa “Russia not looking for conflict”. Questa chiara e netta affermazione proviene niente di meno che dal Comandante in capo delle Forze armate dell’Alleanza Nord Atlantica. Cerchiamo, quindi, di ricapitolare e definire chiaramene quale sia la credibilità della Nato abbiamo visto che ad Ankara Rutte e tanti altri leader europei – molti di loro già con l’elmetto in testa - hanno sostenuto tesi esattamente contrarie a quelle affermate dal Generale Grinkevich: a chi, quindi, dare ascolto?

Comunque sia, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha già incassato il sostegno che porterà a riconoscere nuovi impegni a favore di Kiev: gli alleati, infatti, si sono impegnati a sostegno dell’Ucraina e, almeno in teoria, questi impegni saranno duraturi e spalmati in un lungo periodo; in questo contesto definito nel corso del vertice di Ankara, la Germania di Merz risulta essere stata la maggiore sostenitrice europea della libertà e della sovranità dell’Ucraina, definizione coniata dallo stesso segretario generale.