Per il segretario generale dell'Alleanza atlantica Mark Rutte "serve un riequilibrio con un ruolo maggiore dell'Europa"

La Nato com'è stata finora non è più "sostenibile", perché non si può chiedere a "un Paese con 350 milioni di abitanti che vivono a otto ore di volo da qui", gli Usa, "di difenderci dai russi, con 600 milioni di persone che vivono in questa parte del territorio Nato". Il segretario generale dell'Alleanza atlantica Mark Rutte ha delineato così, ad Ankara, l'essenza del 'burden sharing' ora evoluto in 'burden shifting', il riequilibrio degli oneri che comporta la difesa dell'Europa e che gli Usa non hanno più intenzione di sostenere, perché concentrati sul Pacifico.

Un riequilibrio

Serve un riequilibrio, ha sottolineato l'ex premier olandese, con un ruolo maggiore dell'Europa, mentre gli Usa, pur continuando a offrire l'ombrello nucleare, delegheranno sempre più la difesa convenzionale agli europei. Rutte ha evidenziato che molti Paesi europei, come la Germania, hanno aumentato in modo consistente la spesa nella difesa.

Ha anche evidenziato, poche ore dopo il nuovo attacco via social alla premier Giorgia Meloni da parte del presidente Usa, che se Paesi come Spagna e Italia hanno portato la spesa nella difesa al 2% del Pil è anche merito di Donald Trump. "Penso che gli Stati Uniti stiano incoraggiando fortemente, ed è un eufemismo, gli alleati - ha detto il segretario generale - a raggiungere il 5%" del Pil per le spese in difesa e sicurezza, "per garantire che la produzione dell'industria della difesa aumenti, e questo non può che essere positivo".