Il segretario generale della Nato, Mark Rutte: "Grato agli alleati". Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lancia l'idea di un 'defence industrial compact'

La Nato accelera sulla spesa militare, gli europei si preparano a un ruolo più autonomo nell'Alleanza e gli Stati Uniti mandano un messaggio chiaro agli alleati: servono più investimenti, più produzione militare e maggiore assunzione di responsabilità strategica, dall'Ucraina allo Stretto di Hormuz. È questo il quadro emerso dalla ministeriale Esteri Nato di Helsingborg, dominata dal tema del riequilibrio interno all'Alleanza dopo le pressioni dell'amministrazione Trump.

L'accelerazione verso l'obiettivo del 5% del Pil per la difesa

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha parlato apertamente di un'accelerazione verso l'obiettivo del 5% del Pil per la difesa deciso al vertice dell'Aja. "La buona notizia è che i fondi stanno effettivamente arrivando", ha detto, spiegando che molti alleati stanno aumentando rapidamente gli investimenti con "decine e nei prossimi anni centinaia di miliardi di euro aggiuntivi", destinati alla sicurezza.

Parallelamente si è alimentato anche il dibattito sulla "europeizzazione" della Nato. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha definito la fase attuale "un'opportunità unica" per rafforzare il pilastro europeo dell'Alleanza, mentre Washington riconsidera la propria presenza militare sul continente. Il tema è stato affrontato direttamente anche da Rutte che, pur accogliendo positivamente la decisione, annunciata dal presidente americano Donald Trump, di inviare 5mila soldati in Polonia, ha sottolineato che la traiettoria resta quella di "un'Europa più forte e una Nato più forte", meno dipendente dagli Stati Uniti nel lungo periodo.