Al termine di una giornata convulsa, i vertici del gruppo Volkswagen hanno risposto alle richieste di chiarezza avanzate dai sindacalisti per sgombrare il campo da una ridda di indiscrezioni su un nuovo piano "lacrime e sangue" caratterizzato da massici tagli alla forza lavoro e da diverse chiusure di impianti in Germania.
Nel lungo comunicato diffuso in seguito all'incontro tra il management e il consiglio di sorveglianza figurano numerose misure di efficientamento, ma non si fa alcuna menzione di possibili esuberi per migliaia di lavoratori o della dismissione di impianti. Al contrario, le iniziative più importanti riguardano la gamma prodotto e la capacità produttiva. L'impressione è che per ora non si siano voluti comunicare molti dei dettagli del piano anticipati dalla stampa per non alimentare tensioni con i sindacati e i politici tedeschi.
Il pacchetto di misure, finalizzato a "rendere l'azienda ancora più resiliente, efficiente e agile", è composto da 12 iniziative e si basa sui progressi raggiunti negli ultimi anni. A tal proposito, i vertici spiegano che "gli obiettivi chiave in termini di prodotti, tecnologie e regioni sono stati raggiunti, in alcuni casi anche in anticipo rispetto alle previsioni", e "nonostante le enormi difficoltà geopolitiche e finanziarie esterne, che sono state in gran parte compensate".














