È noto che un sonno di qualità è un alleato prezioso per chi vuole mantenere il peso sotto controllo. E che, di contro, dormire poco è un fattore di rischio importante per obesità e sovrappeso. Un nuovo studio della Columbia University ha misurato gli effetti che ha il deficit di riposo notturno sul peso corporeo, confermando che basta una riduzione moderata delle ore di sonno per vedere gli effetti sulla bilancia: dormire circa un’ora e mezza in meno per appena un mese e mezzo è sufficiente per indurre, in media, un aumento di mezzo chilo. Un effetto relativamente contenuto, ma cumulativo, capace di produrre nel tempo un sensibile incremento del peso corporeo, e quindi del rischio di soffrire di sovrappeso e obesità.

La ricerca

Gran parte delle evidenze scientifiche sul legame tra sonno e obesità fino ad oggi arrivava da studi condotti in condizioni di grave deficit di sonno, solitamente limitato a quattro ore per notte. Questi però non dicono molto sui rischi che corre una fetta importante della popolazione, cioè le persone che non hanno veri e propri disturbi del sonno, ma solo uno stile di vita che li espone a una riduzione delle ore di riposo lieve, ma costante.

Per colmare questa lacuna, il team di ricercatori della Columbia ha reclutato 95 adulti con abitudini normali di sonno, abituati a dormire tra le sette e le otto ore per notte. Ai partecipanti è stato chiesto di posticipare l’orario di addormentamento di novanta minuti per un periodo di sei settimane, alternando questa fase a un periodo di riposo regolare. Durante tutta la durata dello studio, i ricercatori hanno monitorato costantemente il peso corporeo, la circonferenza della vita, la composizione corporea, i livelli ormonali e, tramite dispositivi indossabili, i livelli di attività fisica dei partecipanti.