«Questo sarà il più grande forum di sempre dedicato al settore della difesa — in termini di progetti… che verranno annunciati»: così aveva dichiarato l’inviato NATO per la Turchia, Basat Öztürk. E non ha deluso le aspettative.
Il NATO Summit Defense Industry Forum (NSDIF26) – che si è tenuto ad Ankara il 7 e l’8 luglio – è stato inevitabilmente l’evento che ha sancito l’inizio di una nuova era per la difesa transatlantica e, soprattutto, europea. Un cambiamento storico che era già nell’aria da tempo, più precisamente da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca e Mark Rutte è subentrato a Jens Stoltenberg alla guida della NATO.
Come nota Antonio Missiroli su ISPI, l'amministrazione Trump sta già mettendo in pratica il concetto di “passaggio degli oneri” che era stato presentato agli alleati europei – come una minaccia o un’opportunità, a seconda di chi trasmettesse il messaggio – sin dall’inizio.
Presso la sede centrale di Bruxelles, continua Missiroli, l’intera Divisione per la Diplomazia Pubblica è stata chiusa, altre sono state accorpate o ristrutturate, le attività legate alla sicurezza umana o ambientale sono state ridimensionate; persino il sito web ufficiale offre ora meno informazioni sul lavoro interno. Con la struttura di comando trasferita su JFC Norfolk e JFC Napoli, gli europei sono ora a capo di tutti i centri delle forze congiunte e gli americani di tutti i servizi funzionali, in quello che appare sempre più come un modello a più livelli. Si parla già di “Europeizzazione della NATO”.










