Ad Ankara la Nato prova a trasformare la crescita della spesa militare in capacità concrete, produzione più rapida e programmi comuni tra alleati. Gli annunci su trasporto strategico, sorveglianza, droni, spazio, missili, difesa aerea e materie prime mostrano una linea chiara. Ridurre la frammentazione industriale e accorciare il passaggio dagli impegni politici a sistemi realmente disponibili
La Nato sta cercando di trasformare l’aumento della spesa militare in capacità disponibili, produzione più rapida e programmi condivisi tra gli alleati. Gli annunci presentati ad Ankara in occasione del Nato Summit defence industry forum coprono trasporto strategico, sorveglianza, droni, spazio, missili, difesa aerea e approvvigionamento di materie prime critiche. Il filo comune è la volontà di ridurre la frammentazione industriale e accelerare il passaggio dagli impegni politici a sistemi realmente utilizzabili.
Mark Rutte ha sintetizzato questa impostazione rivolgendosi direttamente alle imprese. “Non possiamo difenderci senza di voi”, ha detto, indicando nella cooperazione tra governi e industria una condizione essenziale per ricostituire le scorte e aumentare la produzione. Le nuove capacità, ha aggiunto, devono essere “Made in Nato”, frutto di acquisti comuni e collaborazioni tra le due sponde dell’Atlantico.











