Un vertice Nato tutto focalizzato su riarmo, cooperazione industriale, produzione accelerata. E sulla firma di contratti miliardari coi big delle armi. A margine del vertice di Ankara c’è anche l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, presente al Forum sull’industria della difesa, collaterale al summit dell’Alleanza atlantica. Parla dell’obiettivo degli investimenti nella Difesa fino al 5% Pil entro il 2035, che è raggiungibile “con gradualità” da parte del governo e spiega che l’adesione o meno dell’Italia al Safe dell’Ue (il piano Ue da 150 miliardi di euro per il riarmo e la difesa) non impatta sul gruppo “perché i programmi dove noi siamo impegnati oggi e dove abbiamo improntato la nostra crescita nell’arco del piano strategico sono programmi che poggiavano e poggiano sul bilancio ordinario della difesa”. Inoltre, ha aggiunto, “l’industria ha la possibilità di adattarsi a diverse modalità di finanziamento, che alla fine poi sia il Safe i o Btp sono decisioni tecniche che non aspettano a noi, ma aspettano al governo”. L’Italia infatti non ha ancora firmato l’accordo per ottenere i prestiti del programma Safe, sebbene il governo italiano avesse inizialmente prenotato 14,9 miliardi di euro nell’agosto 2025 per finanziare gli investimenti nella difesa e nella sicurezza. L’Unione Europea sta esercitando forti pressioni su Roma affinché prenda una decisione definitiva entro il mese di luglio 2026.