Il bilancio della premier al termine del vertice di Ankara: «Dialogo costruttivo. Gli investimenti in difesa restino in Italia, non vadano all'estero»
«Vogliamo rispettare gli impegni» sulle spese per la difesa, ma «lo faremo ma in modo sostenibile, stabilendo noi i tempi, i modi e le priorità in base al contesto». Interviene così Giorgia Meloni al termine del vertice Nato di Ankara, in Turchia. In una conferenza stampa organizzata dopo la conclusione del summit, la premier ha rivendicato quanto fatto finora dall’Italia, precisando quali sono i “paletti” del suo governo per l’aumento delle spese militari: «Se investiamo in difesa quei soldi devono restare in Italia, nelle nostre fabbriche, nella nostra ricerca, nei nostri territori, quindi più sicurezza ma anche più lavoro qualificato, più ricerca e non assegni all’estero».
Gli aiuti militari a Kiev
Prima di rispondere alle domande dei giornalisti, Meloni ha avuto un bilaterale con presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. A proposito del vertice, la premier si è detta soddisfatto delle discussioni con gli altri leader: «È stato un confronto molto positivo, svolto in un clima positivo e di unità. La Nato è un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi». Confermata anche la linea di sostegno a Kiev, compresa la fornitura di aiuti militari: «Penso che l’Italia proseguirà, il ministro Crosetto sta facendo una valutazione in questo senso».










