<p>Domani, giovedì 9 luglio, <strong>Volkswagen</strong> arriva a uno degli appuntamenti più delicati della sua storia recente.
Il consiglio di sorveglianza del gruppo si riunirà dalle 12:30 a <strong>Wolfsburg</strong> per esaminare il piano di rilancio preparato dall’amministratore delegato<strong> Oliver Blume</strong>, chiamato a fronteggiare una crisi riesplosa negli ultimi mesi, aggravata da un mix di fattori come la domanda debole in Europa, il crollo delle vendite in Cina, l’eccesso di capacità produttiva e i margini sempre più sotto pressione. </p> <p> </p> <p>La riunione sarà preceduta dalle manifestazioni dei lavoratori organizzate dal sindacato<strong> Ig Metall</strong>, che ha annunciato una massiccia mobilitazione, e questo è un segnale di quanto il confronto si preannunci teso.
Da quanto emergerà dal consiglio di sorveglianza dipenderà il futuro del primo costruttore automobilistico europeo. </p> <p> </p> <h2><strong>Cosa c’è sul tavolo: piano shock di tagli e chiusure</strong></h2> <p>Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, il management presenterà un piano di trasformazione senza precedenti.
Tra le ipotesi c’è la possibile chiusura di quattro stabilimenti tedeschi - <strong>Hannover</strong>, Emden, Zwickau e Neckarsulm (Audi) - oltre a ulteriori tagli occupazionali che potrebbero arrivare fino a 50 mila posti di lavoro, da sommare ai circa 50 mila già decisi. </p> <p> </p> <p>Ma la ristrutturazione non si ferma a questo.














