Come da copione - recitato da un vecchio e consumato attore della politica – The Donald non ha deluso le pessimistiche aspettative per lo show del Vertice della NATO di Ankara e ha, infatti, dichiarato di essere «molto deluso dalla Nato». Questo è accaduto ieri, nel primo giorno di un Vertice in cui i leader dell'Alleanza Nord Atlantica sono riuniti in Turchia per tracciare, almeno in teoria, concordemente le linee per incrementate l’azione politica della difesa del Trattato, che vincola nella comune le due sponde dell’Oceano Atlantico. I temi più scottanti e sui quali larga parte dei media occidentali - inclusi quelli italiani – hanno sorvolato o considerato con estrema disattenzione - vicino alla riluttanza - hanno fatto emergere le tensioni sulla spesa europea per la difesa, l’interminabile guerra Russia-Ucraina e il futuro di un pezzo di territorio dell’Unione Europea, vale a dire la Groenlandia.

Ieri sera Trump è arrivato ad Ankara per il vertice insieme ad altri leader della Nato mentre la sessione principale si svolgerà oggi. Non possiamo non evidenziare che il Vertice odierno arriva in un momento di estrema fragilità per l'Alleanza – vecchia di 77 anni - che ha dato la stura a Trump, consentendogli di seminare a piene mani discordia, adducendo tra le cause lo scarso impegno sull’Iran, la questione irrisolta legata alla Groenlandia e, infine, che Washington è oramai stanca di proteggere gli altri 31 membri dell’Alleanza.