Il presidente loda l’autocrate Erdogan («il più leale») e terremota le aspettative degli altri paesi: «Non siamo stati trattati bene». Solite provocazioni sulla Groenlandia («dovrebbero controllarla gli Usa») e promesse per l’Ucraina («presto arriva l’accordo»)Donald Trump è «molto deluso dalla Nato» e se il vertice non fosse stato ad Ankara, a casa dello stimatissimo amico Recep Tayyip Erdogan, forse il presidente non si sarebbe nemmeno presentato. «Non siamo stati trattati bene», ha ripetuto all’infinito nella lamentazione a braccio in apertura del bilaterale con Erdogan, nel primo giorno del summit: «L’Italia ci ha voltato le spalle, la Germania ci ha voltato le spalle, la Francia ci ha voltato le spalle» e così anche il Regno Unito, ha detto, ripeMattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)