Parigi saluta uno dei suoi talenti più visionari. Bertrand Grébaut si è spento nella capitale francese tra il 2 e il 3 luglio 2026, a soli 44 anni, dopo una lunga malattia.

A darne l’annuncio, con parole colme di dolore e stima, è stato il suo socio storico e amico di lunga data, Théo Pourriat. Fondatore e anima del ristorante Septime, Grébaut non è stato soltanto uno chef insignito di una stella Michelin, ma l’artefice di una rivoluzione silenziosa che ha ridefinito per sempre l’alta cucina francese contemporanea.

La sua storia atipica e straordinaria, racconta molto del suo sguardo sul mondo. Prima di indossare la giacca bianca, il parigino classe 1981 lavorava come graphic designer: un’immersione nella cultura visiva urbana che avrebbe impresso nei piatti e nell’estetica minimalista, industriale e misurata dei suoi locali. Persino il nome del progetto inaugurato nell’aprile del 2011 al civico 80 di rue de Charonne cela un retroscena ironico: Septime è un omaggio al personaggio interpretato da Louis de Funès nel film Le Grand Restaurant, un consapevole controcanto alla seriosità spesso eccessiva della gastronomia d’élite.

Formatasi alla scuola Ferrandi e affinata accanto ad Alain Passard a L’Arpège, la sua cucina ha trasformato l’orto e la leggerezza del gesto in un linguaggio compiuto.