HomeEsteriUn vertice ad alto rischio. Il binomio Donald-Erdogan preoccupa l’EuropaAnkara punta a un ruolo centrale nell’Alleanza grazie alla posizione strategica. I dubbi dei leader occidentali per la vicinanza alla Russia e il precedente del 2019.Recep Tayyip Erdogan, 72 anni, presidente della Turchia in carica dal 2014Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciOttaviani
Per i quotidiani turchi si tratta di un successo annunciato. Almeno per il presidente Erdogan. Il blocco europeo dei Paesi membri arriva ad Ankara con importanti differenze sulla cooperazione industriale e sugli investimenti nella difesa. C’è poi ‘l’incognita Trump’ e il rischio concreto che non si trovi un accordo, nemmeno di massima. La Turchia, invece, ha solo da guadagnarci. Il presidente americano arriva particolarmente ben disposto nei confronti dell’omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, contrariamente al solito. L’atteggiamento verso i partner europei è di segno opposto.
Il numero uno di Washington e quello di Ankara hanno bisogno l’uno dell’altro e sono pronti a dettare le condizioni a tutti gli altri partecipanti, ovviamente con le dovute proporzioni e con la Mezzaluna che si sente investita di un peso speciale. Trump vede in Erdogan una stampella per tenersi in piedi in un Medio Oriente di cui ha capito poco gli equilibri e che con la sua guerra contro l’Iran ha complicato ulteriormente. Le sue speranze sono riposte sulla mediazione del Pakistan e soprattutto del Qatar con Teheran. Ma anche Ankara può rivelarsi molto utile. La Turchia ha un’importante presenza nel nord della Siria e vanta un grande credito nei confronti del presidente Ahmed al-Sharaa, a cui ha garantito per anni una sorta di ‘ombrello strategico’ a Idlib. Erdogan è in ottimi rapporti tanto con l’Iran quanto con Hezbollah, con cui condivide la causa anti israeliana. Questo, forse, è uno degli aspetti più interessanti.











