<p>Quello che si apre martedì 7 luglio ad Ankara <strong>non è un vertice come gli altri</strong>.

I padroni di casa sono inquieti, l’asse tra i partner vacilla e l’ombra di Donald Trump - con il rischio tangibile che<strong> qualche leader finisca nuovamente nel mirino</strong> dei suoi proverbiali attacchi via social - si allunga sul tavolo dei negoziati. </p> <p> </p> <p>Il segretario generale della Nato, <strong>Mark Rutte</strong>, e il presidente turco,<strong> Recep Tayyip Erdogan</strong>, sono impegnati a fare di tutto per evitare il fallimento del summit.

Perché prima ancora delle spese militari,<strong> dell’Ucraina o della produzione industriale</strong> per la difesa, gli alleati dovranno misurare la solidità del rapporto con gli Stati Uniti. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p>Anche per questo il clima alla vigila è stato segnato <strong>più da cautele che da certezze</strong>.

Secondo quanto risulta a<em> MF-Milano Finanza,</em> i leader arriveranno al Complesso presidenziale di Bestepe senza un fronte comune.

La bozza del comunicato finale, che tradizionalmente è un documento articolato in cui vengono definiti gli obiettivi politici dell’Alleanza, <strong>potrebbe ridursi a un paio di paginette</strong>.