Hanno fatto tutto loro. Hanno acceso il caso, indicato Roma, evocato il Sud tradito, messo il Governo sul banco degli imputati e la Regione sul piedistallo della vittima. Poi, quando la recita ha consumato l’ultimo applauso, hanno fatto ciò che andava fatto dall’inizio. Hanno riconosciuto che un collegamento ritenuto strategico va sostenuto anche dal territorio che lo considera tale.
Parliamo del Frecciarossa per Taranto. Non di un capriccio ferroviario, ma di una città industriale e mediterranea. Taranto non è l’ultima carrozza d’Italia. Non merita compassione a comando, ma collegamenti e rispetto.
La Regione Puglia ha gridato al ricatto e poi ha scelto il contributo. In mezzo a questa nebbia, il Senatore Roberto Marti ha fatto la cosa davvero politica. Ha acceso la luce. Quando tutti cercavano un colpevole, Marti ha cercato la norma. Quando altri agitavano il megafono, lui ha portato il codice. Non propaganda, ma regole europee, contratti, sostenibilità. Il presidente della Regione Puglia ha il dovere di difendere la Puglia. Ma difenderla non significa scambiare per sopruso ciò che appartiene alla grammatica ordinaria delle istituzioni. O si conosce la differenza tra servizi a mercato e obblighi di servizio pubblico, oppure la polemica diventa pericolosa. Se la si conosce e la si nasconde, è propaganda. Se non la si conosce, è peggio. Qui non siamo nel regno delle opinioni. Il Regolamento (CE) n. 1370/2007 disciplina obblighi di servizio pubblico e compensazioni. La Direttiva 2012/34/UE regola accesso alla rete, capacità infrastrutturale e mercato ferroviario europeo. L’Autorità di regolazione dei trasporti ricorda che la capacità ferroviaria è una risorsa scarsa. Non si conquista con gli slogan. Si governa con criteri trasparenti ed efficienti. Gli Intercity sono servizi di interesse nazionale regolati da contratto pubblico. Le Frecce vivono nella logica commerciale dell’Alta Velocità. Domanda, ricavi, tracce, sostenibilità. Se una Regione considera indispensabile un Frecciarossa che il mercato da solo non sostiene pienamente, può contribuire. Non è scandalo. È governo. Non è sopruso. È serietà amministrativa. Non è ricatto. È il prezzo della coerenza.












