La questione sostanzialmente è risolta: la Regione Puglia verserà circa 1,6 miliardi all’anno per consentire il collegamento Frecciarossa tra Roma e Taranto, evitando così che il treno veloce termini la sua corsa a Metaponto. A non fermarsi, invece, è la polemica politica con il presidente pugliese Antonio Decaro che afferma di aver «ceduto a un ricatto per il bene di Taranto» e il governo che invece conferma la natura «commerciale» del servizio, sottolineando come tutte le Regioni sostengano collegamenti strategici. Chi non le manda a dire è il leghista Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: «Ci tocca rimpiangere l’ex governatore Emiliano - afferma -. Molto più istituzionale, molto più competente. Sapeva perfettamente quali fossero i problemi e i modi per risolverli»
Sottosegretario, perché secondo lei la Regione Puglia sta sbagliando?
«La questione è molto semplice: il governo garantisce il percorso Intercity che rientra negli obblighi di servizio pubblico...».
...e il Frecciarossa, invece?
«È un caso diverso perché parliamo di un servizio commerciale che funziona con le regole del mercato»














