Il viaggio inaugurale partirà stamane, alle 10.30 da Napoli Centrale. Destinazione finale Lecce ma la “festa” vera e propria per il primo Frecciarossa che collegherà da oggi stabilmente Campania e Puglia è prevista a Bari, l’altro terminale della linea ad Alta Velocità\Capacità ferroviaria in corso di realizzazione tra le due regioni. È qui che si ritroveranno anche i sindaci delle città capoluogo attraversate dal percorso, i rappresentanti delle istituzioni e del Governo, i vertici del Gruppo FS e dei consorzi impegnati nella grande opera. Ci saranno sicuramente Gaetano Manfredi per Napoli e Clemente Mastella per Benevento nonché i primi cittadini di Foggia, Barletta, Bari e Lecce, per quello che rappresenta un evento a tutti gli effetti. È vero che l’Alta Velocità tra Napoli e Bari è attualmente completata e in esercizio solo su alcune tratte, come Napoli-Cancello e Cancello-Frasso Telesino in Campania, per un totale di circa 55 chilometri, e Bovino-Cervaro in Puglia, per 23 chilometri, la prima portata a termine dell’intero progetto.
«Sud connesso all’Europa», il piano per ferrovie e portiMa è altrettanto vero che per il Sud è un traguardo rilevante se si considera che finora l’AV è stata la grande esclusa dalle infrastrutture del Mezzogiorno mentre, al contrario, è abbondantemente dimostrato che il suo impatto economico sui territori coinvolti non è mai inferiore ad un punto e mezzo di Pil. «Un passo in avanti decisivo per una mobilità più moderna, efficiente e sostenibile: con l’avvio del treno Frecciarossa diretto Napoli–Bari–Lecce parte la rivoluzione dell’alta velocità nel Mezzogiorno» commenta il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante. Che aggiunge: «Il nuovo treno consentirà di raggiungere Napoli da Bari in circa tre ore e mezza e da Lecce in circa cinque ore, grazie anche all’attivazione della nuova tratta Napoli-Cancello. Un traguardo fondamentale, che conferma l’impegno del Mit e del Governo per il completamento di un’opera strategica per il Sud e per tutto il Paese». LA SINERGIA Il primo viaggio del Frecciarossa “commerciale”, inserito cioè nella programmazione ordinaria quotidiana del servizio ferroviario, partirà invece stasera, alle 18.10, da Lecce e l’orario sarà questo ogni giorno, almeno per ora. Analogamente, il Frecciarossa diretto in Salento muoverà quotidianamente alle 6.45 da Napoli Centrale. Per il momento i convogli resteranno due al giorno ma già si pensa, soprattutto a livello politico (forte la spinta dei territori interessati) di ampliare la disponibilità dei convogli in tempi non lontani. Oltre tutto, come ha documentato l’ultimo report “Verso Sud” di Ambrosetti presentato a maggio a Sorrento, la sinergia possibile tra Campania e Puglia abbraccia tanti settori ed è già di fatto una realtà per comparti strategici sul piano economico (basti pensare all’agroalimentare o all’aerospazio). Il debutto del Frecciarossa, inoltre, segna anche l’avvio dell’interconnessione, attraverso la stazione di Napoli Afragola, tra l’Alta velocità e il sistema ferroviario regionale campano, ulteriore obiettivo dell’intero pacchetto di investimenti previsto da Fs nella regione. In questo caso la data di avvio è prevista per il prossimo 4 luglio. Verrà attivata da subito la nuova stazione di Acerra mentre per quelle di Casalnuovo e Centro Commerciale i tempi saranno leggermente più lunghi. Finiranno comunque in queste ore gli stop alla circolazione sui tracciati interessati, direttamente o indirettamente, dai lavori di queste ultime settimane, come nel caso della Caserta-Foggia, mentre per il tratto più complicato dell’intero progetto della Napoli-Bari, quello che ricade soprattutto in Irpinia, le prossime tappe dovrebbero essere chiarite dai consorzi impegnati nei cantieri. Il riferimento è in particolare alla ripresa dello scavo della grande galleria sulla tratta Hirpinia-Orsara, 1,3 miliardi il costo previsto, dove si è verificato un problema tecnico non ordinario, peraltro in via di superamento. Di sicuro, come confermato anche dall’allegato Infrastrutture e Mobilità alla legge di Bilancio 2026, di cui abbiano dato notizia ieri, il finanziamento per la Napoli-Bari è completo. Si tratta di oltre 6,3 miliardi, in parte anche coperti da risorse del Pnrr. La linea consentirà ai treni di viaggiare a una velocità massima di 250 km/h, abbattendo i tempi di percorrenza dalla Puglia verso la Campania, il Lazio e il resto del centro-nord Italia, ma anche di collegare il Paese sul versante Est/Ovest. Per dare un’idea della complessità dello sforzo messo in campo, va ricordato che l’opera è stata suddivisa in 7 lotti che hanno interessato i 145 km del percorso totale e impegnato circa 7mila tra operai e tecnici. Considerata una parte importante del programma europeo Ten-T per i trasporti sostenibili, che mira entro il 2050 a trasferire su ferro il 50% del traffico merci attualmente su gomma, triplicare la rete ferroviaria alta velocità e ridurre del 60% le emissioni prodotte dai trasporti, la Napoli-Bari potrebbe essere completata entro il 2028-29: al termine dei lavori il collegamento tra i due capoluoghi regionali sarà percorso in due ore, contro le circa quattro attuali, mentre quello fra Roma e Bari in tre ore, con un risparmio di circa due ore.







