Taranto merita rispetto. Lo merita per la sua storia, per il peso industriale nello sviluppo del Paese, per le ferite che ha sopportato e per il diritto, troppo spesso negato, a non sentirsi periferia d’Italia. Merita collegamenti migliori con Roma, Milano, Napoli, Bari e con l’intero sistema nazionale.

Ma proprio perché il tema è serio, non può essere affrontato con semplificazioni. Quando si parla di ferrovie, la verità è più importante degli slogan.

La comunicazione del Presidente della Regione Puglia sul Frecciarossa Taranto–Roma è stata certamente efficace. Ha colpito un nervo scoperto, ha parlato a una città che chiede da anni più attenzione, ha trasformato un disagio reale in un messaggio politico immediato. Proprio per questo, però, rischia di essere ingannevole nel merito. Perché mette insieme piani diversi, confonde servizio pubblico e servizio commerciale, lavori e presunte penalizzazioni, responsabilità nazionali e territoriali.

Taranto non è priva di un collegamento pubblico nazionale con Roma. Quel collegamento esiste ed è rappresentato dagli Intercity. Non sono un dettaglio, ma il servizio pubblico nazionale di media e lunga percorrenza, sostenuto dallo Stato attraverso il contratto MIT/MEF per garantire mobilità anche dove il solo mercato non basterebbe.