Che sia già passata una settimana lo si intuisce dal numero dei passeggeri. Senz’altro di meno rispetto allo scorso 26 gennaio, quando i bus sostitutivi sulla tratta Taranto-Bari hanno fatto il loro debutto. Soltanto una quindicina e non più quelli sul pullman in partenza da Gioia del Colle poco prima delle undici. Da qui sino a Bari sono due ore tonde. Siamo lontani dai canonici quaranta minuti della stessa tratta percorsa su rotaie.
Stop treni da e per Roma, la Puglia resta isolata per 2 settimane: bus sostitutivi e cancellazioni
di Vincenzo Pellico
I treni torneranno dal primo marzo ma è presto ancora per pensarci. Tant’è che c’è chi ha preferito ripiegare su servizi alternativi, su tutti la Fse (Ferrovie del sud-est) che però non può supplire integralmente il servizio ferroviario semplicemente perché offre una copertura meno capillare.
E infatti c’è chi non ha scelta. «Molti di noi sono obbligati a usufruire di questo servizio», dice Luca Di Stefano. Viene da Palagianello, uno degli otto comuni ricompresi nella tratta in questione. Ha preso il bus poco dopo le dieci e non farà arrivo a Bari prima dell’una. La scorsa settimana dice di aver fatto tardi a lezione perché lo stesso bus portava ritardo di una mezz’ora, stavolta però parte in perfetto orario. «Ma comunque trovo la sospensione del servizio ferroviario una misura inopportuna — aggiunge — soprattutto in un periodo in cui, nel mio come in tanti altri casi, fra esami e lezioni universitarie stare dietro a tutti gli impegni richiede uno sforzo particolare».






