Dopo il sì del Senato, il testo a Montecitorio tra i fari di Colle e Commissione europea. Si allontana l’approvazione prima dell’estate, Forza Italia: “lasciamo libertà di coscienza”

Il via libera non ci sarà. Almeno non prima dell’estate. Dopo il passaggio a Palazzo Madama, il discusso ddl caccia arrivato alla Camera non ha imboccato la corsia veloce che qualcuno, in maggioranza, auspicava. Tramontata l’ipotesi della procedura d’urgenza e con essa l’idea di un’approvazione prima della pausa estiva — e dunque prima dell’inizio della stagione venatoria — dal centrodestra spiegano a Open di voler procedere con calma, a questo punto. «Adesso l’abbiamo incardinato in commissione, ci saranno una serie di audizioni, poi il termine emendamenti. Sentiremo, vedremo…». Ma sui tempi «direi non prima di ottobre», fa spallucce un azzurro.

L’accordo nel centrodestra e la nuova frenata sui tempi

Una frenata, dunque. Ma non uno stop o una retromarcia. Perché nel centrodestra nessuno vuole intestarsi l’affossamento di una riforma promessa da tempo al mondo agricolo. «Questa legge discende da un impegno che tutti i leader del centrodestra si erano presi con gli agricoltori», spiegano fonti di maggioranza. «È un provvedimento, infatti, che mira per il 95% a risolvere o attenuare i problemi che hanno con la fauna selvatica».