Approvato in commissione al Senato il testo sarà in aula la prossima settimana. Scontro con la Commissione Ue

Messa nel dimenticatoio e ripescata più volte nel corso dell’ultimo anno, la proposta di legge sulla caccia sembra ora destinata ad arrivare presto in aula al Senato. Mercoledì 13 maggio, mentre Giorgia Meloni si riparava dal temporale entrando a palazzo Madama per il premier time, le commissioni Ambiente e Industria del Senato hanno finito di votare gli emendamenti e la prossima settimana si potrebbe andare in aula per discutere la proposta che le opposizioni (certamente Avs e Movimento cinque stelle) già promettono di osteggiare duramente. I Cinque stelle oggi, 14 maggio, hanno tenuto una breve manifestazione mentre Avs ha fatto una conferenza stampa definendo Meloni la «serial killer degli animali»: «E’ un regalo alla lobby sulla caccia e all’industria delle armi», ha dichiarato Tino Magni.

Al momento della presentazione del ddl, e poi al primo voto alla Camera (dove il testo emendato dovrà tornare) si era molto discusso sul fatto che fin dalle intenzioni il governo aveva annunciato di voler inserire anche alcune specie invasive urbane tra quelle a cui si poteva sparare.

In una prima versione si era parlato di metterci anche i pappagallini verdi – parrocchetti – ormai molto diffusi in alcune città italiane. Se quelli alla fine sono spariti dal testo emendato, nel nuovo elenco degli animali che possono essere cacciati, oltre ai classici (fagiano, lepre, cervo e altri) si leggono oca selvatica (Anser anser), «piccione di città (Columba livia forma domestica)» e lo «stambecco (Capra ibex)». C’è, ma era una previsione già del testo approvato a Montecitorio, il declassamento del lupo.