La caccia, intesa come attività venatoria, non smette di essere fonte di polemiche in Italia. I senatori di centrosinistra capeggiati dal Pd hanno protestato con il Governo accusato di aver “nascosto” una lettera ricevuta dalla Commissione Ue con alcune pesanti critiche al ddl di riforma della caccia (il numero 1552) attualmente in discussione alla Commissione Agricoltura e Ambiente del Senato.
I rilievi mossi da Bruxelles al disegno di legge italiano
Secondo i senatori di centrosinistra la lettera punterebbe il dito contro l’estensione del periodo di caccia nelle aziende agrituristico-venatorie oltre la stagione ordinaria, l’indebolimento del parere Ispra su eventuali proroghe (da vincolante a consultivo) e contro le disposizioni in materia di cattura e allevamento di richiami vivi estendendo l’attuale limite di 40 richiami vivi per cacciatore a 40 richiami vivi da cattura e a un numero potenzialmente illimitato di richiami vivi da allevamento. «Ma il Governo – questa l’accusa dei senatori – l’ha tenuta nascosta».
Federcaccia: critiche a un provvedimento che ancora non è legge
Duro il commento di Federcaccia. «È inaudito – ha commentato il presidente Massimo Buconi - che la Commissione Ue sia intervenuta su una legge che ancora deve essere discussa dal Parlamento e ancora non definita nella sua forma finale. Su quella, semmai, una volta entrata in vigore l’Europa potrà fare le sue valutazioni. Le osservazioni della Commissione sul Ddl 1552 sono sbagliate nella forma e peraltro nei contenuti. Uno “sgarbo istituzionale” al quale ci auguriamo il Governo risponda con fermezza per ribadire che l’Italia è uno Stato sovrano e sono i suoi Organi, rappresentanza del popolo italiano, che discutono e approvano le leggi del Paese. Anche in tema di caccia».






