HomeAscoliCronacaCaccia, la proposta di legge. Il ddl doppiette che divideApprovato dal Senato il 23 giugno con 80 sì, 56 no e due astensioni, ora passa alla Camera: fronti contrapposti nella politica e anche tra i cittadini.Un cacciatore in azione. tra le vigneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUno dei provvedimenti più discussi dell’attuale legislatura è il disegno di legge di riforma della normativa sulla caccia, destinato a modificare in modo significativo la legge 157 del 1992, che disciplina la tutela della fauna selvatica e l’attività venatoria in Italia. Un testo che, fin dal suo iter parlamentare, ha acceso un ampio confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, mondo agricolo e organizzazioni ambientaliste, dividendo l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari. Il Ddl n.1552 è stato approvato dal Senato il 23 giugno con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astensioni. Il provvedimento è ora all’esame della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, passaggio preliminare alla discussione in Aula, dove il testo potrebbe ancora essere modificato prima dell’approvazione definitiva. La riforma interviene su diversi aspetti della normativa vigente. Tra le principali novità figurano un ruolo più incisivo delle Regioni nella gestione della fauna selvatica, una maggiore flessibilità nella definizione dei calendari venatori, la revisione dell’elenco delle specie cacciabili e delle norme sul controllo faunistico, oltre alla possibilità di autorizzare l’attività venatoria in ulteriori aree, sempre nei limiti fissati dalla legge e dalle competenze regionali. Il disegno di legge riconosce inoltre ai cacciatori una funzione più strutturata nella gestione e nel contenimento della fauna selvatica. Per il Governo e per le associazioni venatorie, si tratta dell’aggiornamento necessario di una legge risalente ad oltre trent’anni fa. Secondo i sostenitori infatti, la riforma consentirebbe di affrontare con maggiore efficacia problematiche oggi molto sentite, come l’aumento degli ungulati, i danni alle coltivazioni agricole, i rischi per la sicurezza stradale e, più in generale, la gestione degli equilibri faunistici. Di segno opposto la posizione delle principali associazioni ambientaliste, tra cui WWF, Lipu, Legambiente ed Enpa. Le organizzazioni contestano il provvedimento, ritenendo che possa ridurre il livello di tutela della fauna selvatica e sollevando dubbi sulla compatibilità di alcune disposizioni con la normativa europea in materia di biodiversità. Anche la Commissione europea ha dichiarato di seguire con attenzione l’evoluzione dell’iter parlamentare. Il confronto resta quindi aperto e il passaggio alla Camera rappresenterà una fase decisiva. Sulla riforma, si esprimono sei cittadini del territorio che espongono le proprie ragioni a favore o contro la riforma, offrendo punti di vista diversi per il confronto su un provvedimento destinato a continuare ad alimentare il dibattito pubblico.