Voghera «Il Comune non sarà spettatore di fronte al declino della Vogherese, ma non può neppure farsi carico di debiti di una società privata». Così ha risposto l'assessore allo sport e vicesindaco del Comune di Voghera, Michele Calabrò, all'interpellanza presentata dai consiglieri di opposizione Francesca Miracca e Pierfelice Albini (oggi iscritti a Futuro Nazionale del generale Vannacci) che incalzavano l'amministrazione sul futuro della squadra di calcio cittadina. Lo ha fatto all’indomani della pubblicazione del bando per la gestione dello stadio Parisi, gestito nell’ultimo anno proprio dall’Avc Vogherese 1919.

Il club di proprietà di Oreste Cavaliere ha parecchi debiti, e dopo la retrocessione in Eccellenza i tifosi erano sicuri che sarebbe stato venduto, o che sarebbe fallito. Dopo il consiglio comunale di martedì, però, pare che il patron punti a saldare almeno le pendenze con la Federazione, e a iscriversi entro metà luglio al campionato d’Eccellenza.

La posizione del Comune

«La vicenda della Vogherese impone a tutti serietà, equilibrio e senso di responsabilità - ha esordito Calabrò -. Parliamo di una società che rappresenta oltre un secolo di storia sportiva cittadina, un patrimonio di passione, identità e appartenenza che non può essere liquidato come una semplice questione privata. Detto questo, è necessario chiarire con precisione il perimetro entro il quale il Comune può muoversi. La Vogherese è una società sportiva privata - ha ribadito il vicesindaco -, con propri soci, amministratori, obblighi economici, rapporti federali e responsabilità gestionali. Il Comune non può sostituirsi alla società, non può farsi carico di debiti privati, non può disporre del titolo sportivo e non può promettere soluzioni che dipendono da norme federali o da scelte di soggetti terzi».