A una settimana dai devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, causando circa duemila morti e 50mila persone disperse, la rabbia sta prendendo il sopravvento sul dolore. Come riferisce il quotidiano spagnolo El País, è diretta contro i soccorritori, accusati d’inefficienza, e contro il governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez, che guida il paese con il sostegno degli Stati Uniti dalla cattura di Nicolás Maduro a gennaio.

Il governo e l’opposizione si accusano a vicenda di strumentalizzare il disastro per fini politici, afferma il New York Times. L’opposizione, guidata dalla premio Nobel per la pace María Corina Machado, teme che Rodríguez possa sfruttare l’emergenza e la gestione degli aiuti umanitari provenienti dall’estero per riaffermare la sua legittimità.

Nei giorni scorsi le forze di sicurezza avrebbero impedito ai volontari legati all’opposizione di raccogliere fondi per le persone rimaste senza casa, sostenendo che “tutte le donazioni devono passare attraverso il governo federale”, sottolinea il quotidiano statunitense: “Lo scontro su chi debba prendersi il merito degli aiuti umanitari fa parte di una battaglia più ampia, dalla posta in gioco molto alta, per consolidare la propria influenza politica in un Venezuela profondamente diviso”.