Noo, il comitato nooo, parafrasando «il dibattito no» di “Io sono un autarchico”. Il fatto è che «un sudatissimo Gherardo Colombo» (così Conchita Sannino su Repubblica) ha proposto di creare «comitati per il no alla legge elettorale». L’ex pubblico ministero del pool Mani pulite lo ha suggerito parlando in un’accaldatissima assemblea del partito unico Pd-M5s-Avs, che si è svolta due giorni fa a Roma con centosessanta costituzionalisti (accidenti!) e vari attori, giornalisti, conduttori televisivi, politici, ex politici in cerca di grandi ritorni, e c’erano pure i leader Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, più Riccardo Magi e vari aspiranti ministri e sottosegretari.

Un PalaSharp formato bonsai, per chi ricorda la funambolica adunata del 2011 in quel palazzo dello sport di Milano, quando gli incantatori del ceto medio riflessivo, a partire dal compianto Paul Ginsborg, celebrarono il loro processo politico a Silvio Berlusconi, chiedendone a gran voce le dimissioni. Fu una manifestazione di massa, a differenza di quella di due giorni fa, dove la borghesia di sinistra romano-milanese elevò la sua ultima grande messa cantata, rinnovando l’animo bellicoso delle radiose giornate dei Girotondi (ma Nanni Moretti se n’era andato da tempo, e pure Sergio Cofferati, che, dopo i fasti del Circo Massimo, si era avvitato in un percorso narcisistico e politicamente contraddittorio).