Settantanove condanne, novantanove assoluzioni e tre pronunce di non doversi procedere. Il maxi processo Maestrale (nato dalle operazioni antimafia Maestrale-Carthago, Olimpo e Imperium) si chiude in primo grado con una sentenza destinata a pesare negli equilibri giudiziari del Vibonese e nella lettura dell’impianto accusatorio costruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Nell’aula bunker di Vibo Valentia, il Tribunale collegiale ha pronunciato il verdetto per 181 imputati, ridisegnando il quadro delle responsabilità tra pene molto pesanti, conferme parziali e assoluzioni di peso. Un processo enorme per numeri, capi d’imputazione e peso giudiziario, celebrato nell’aula bunker di Vibo Valentia davanti al Collegio presieduto dal giudice Rossella Maiorana. La Dda, al termine della requisitoria dello scorso marzo, aveva invocato complessivamente oltre 1.700 anni di carcere.
Assolti Pasqua e i fratelli Stillitani
Tra le assoluzioni più significative c’è quella di Cesare Pasqua, 77 anni, ex capo del Dipartimento Prevenzione dell’Asp di Vibo Valentia. Nei suoi confronti la Dda aveva chiesto 14 anni di reclusione. Pasqua era accusato, tra le altre cose, di concorso esterno in associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso e corruzione aggravata dalle finalità mafiose. Il Tribunale lo ha assolto.











