Pubblicato il: 01/07/2026 – 15:21

di Marco Russo

VIBO VALENTIA Il Tribunale di Vibo Valentia ha emesso oggi, nell’aula bunker del nuovo Palazzo di Giustizia, la sentenza del maxiprocesso che riunisce le inchieste Maestrale, Olimpo e Imperium. Alla sbarra imprenditori, professionisti e presunti esponenti della ‘ndrangheta della provincia di Vibo Valentia, per un totale di 181 imputati che hanno scelto il filone ordinario. Diverse le ‘ndrine coinvolte: i Mancuso di Limbadi, gli Accorinti di Zungri, i clan Barbieri, Bonavita, Galati, Mesiano, Pititto, Tavella. Nel rito abbreviato, la sentenza emessa il 20 marzo 2025 ha portato alla condanna di 50 persone e all’assoluzione di 41: pochi giorni fa il colpo di scena in Appello con la Corte che ha dichiarato inammissibile il ricorso per le assoluzioni proposto dalla Dda di Catanzaro per un vizio nel deposito degli atti.

Il verdetto

Tra i dati più significativi della sentenza spiccano alcune assoluzioni pesanti rispetto alle richieste formulate dalla Dda. È il caso, tra gli altri, di Fortunato Galati, per il quale erano stati chiesti 24 anni, di Domenico Galati classe ’50, destinatario di una richiesta a 22 anni, e di Salvatore Galati, detto “Turi”, per il quale l’accusa aveva invocato 20 anni. Stesso esito anche per Fortunato Mesiano, Francesco Mesiano e Pasquale Mesiano, assolti dopo richieste comprese tra i 20 e i 21 anni. La condanna più pesante, tra quelle al momento disponibili, è stata inflitta ad Angelo Bartone, alias “bombolo”, condannato a 21 anni e 4 mesi. Seguono i 21 anni per Armando Galati, alias “U Biondo o u Russu”, e i 20 anni per Giuseppe Armando Bonavita e Pasquale Pititto.Questa pomeriggio il collegio giudicante composto da Rossella Maiorana (presidente), con giudici a latere Luca Brunetti e Rosamaria Pisano, ha letto il verdetto.