Il tribunale nuovo di Vibo
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Quasi cento assoluzioni 3 prescrizioni e 79 condanne un bilancio che smonta in parte l’inchiesta Maestrale e i successivi filoni Olimpo e Imperium poi processualmente unificati, diverse le assoluzioni eccellenti
VIBO VALENTIA – Le assoluzioni, tra cui anche eccellenti, superano le condanne: è questo il verdetto di primo grado del processo, celebrato con rito ordinario, “Maestrale-Olimpo-Imperium” pronunciato oggi 1 luglio 2026 dalla presidente del collegio giudicante, Rossella Maiorana dopo un paio d’ore di camera di consiglio nell’aula bunker del tribunale nuovo di Vibo. In tutto 79 condanne, 99 assoluzioni e 3 non doversi procedere per prescrizione.
Tra le assoluzioni eccellenti figurano quelle degli imprenditori Franco ed Emanuele Stillitani, gli avvocati Daniela Garisto, Francesco Stilo e Joan Azzurra Pelaggi, l’ex capo del dipartimento di prevenzione dell’Asp, Cesare Pasqua nella fascia dei cosiddetti “colletti bianchi”. Altre assoluzioni di spessore quelle di Pantaleone Mancuso alias “Scarpuni”, considerato ai vertici della cosca di Limbadi, e di Domenico Bonavota, capo dell’ala militare dell’omonimo clan di Sant’Onofrio.Tengono invece le accuse a carico di Luigi Mancuso, considerato il vertice della ‘Ndrangheta del Vibonese, Giuseppe Antonio Accorinti, ritenuto boss della Locale di ’ndrangheta di Zungri, di Pasquale e Salvatore Pititto, Armando e Rocco Galati, Paolo e Antonio Mesiano, Salvatore e Saverio Prostamo, posti dagli inquirenti a capo delle varie ’ndrine di Mileto. E ancora Francesco Barbieri (cl.’65), Francesco Barbieri (cl 2001), Michelangelo Barbieri per il territorio di Cessaniti.












