Caro direttore, almeno in Veneto tutti aspettiamo la pioggia. Purtroppo i temporali sono sempre più spesso violenti. Vento e grandine non hanno pietà. Ma il caldo soffocante c'è sempre stato. Il cambiamento è dovuto soprattutto alla mancanza di alberi sempreverdi che hanno sempre calmierato il clima. In Veneto invece piantano vigne. Continuano senza sosta e criterio a cementificare anche dove non c'è né bisogno. Terra agricola sempre meno anche perché il reddito agricolo è ridicolo, tanto che qualcuno ci pianta il fotovoltaico. Colpa anche dei consumatori che acquistano prodotti esteri fuori stagione. Cari e di bassissima qualità.
Decimo PilottoLa risposta del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti Caro lettore, vorrei che avesse ragione lei, ma francamente non credo che basti piantare qualche migliaia o milioni di alberi sempreverdi e qualche vigna in meno, per mitigare le frequenti ondate di caldo con cui dobbiamo convivere. Lei ha però ragione su un punto: ha sempre fatto caldo, soprattutto d'estate potremmo aggiungere. Nel 1947, nel 1976 e nel 2003 per esempio in molte zone d'Europa si sono raggiunte temperature record simili se non superiori a quelle che sopportiamo in questi giorni. Ma i dati e le statistiche ci dicono anche che se anche allora faceva caldo, non faceva "così" caldo. E il problema sta proprio quel "così". Cosa significa in concreto? Significa che, esempio, la durata media delle ondate di calore è aumentata, cioè il caldo intenso quando arriva adesso dura più a lungo, anche due settimane. In Italia questa durata negli ultimi 30 anni è quasi triplicata. Significa inoltre che in passato un'ondata di caldo anomalo veniva quasi sempre compensata da una di freddo anomalo. Il rapporto per lungo tempo è stato di uno a uno. Oggi per un'ondata di freddo anomalo ce ne sono 4 o 5 di caldo anomalo. Significa anche che, mentre in passato nella percezione comune i 35 gradi erano considerati un'eccezione, facevano cioè notizia, oggi sono quasi diventati una normalità. Non ho alcuna intenzione di indulgere ai catastrofismi e alle esagerazioni di cui abbondano in questi giorni tanti commenti sul super-caldo. È evidente che molte analisi sono scritte con il pennino intinto nell'inchiostro dell'ideologia ultra-ambientalista. Ma credo sia altrettanto sbagliato chiudere gli occhi sulla realtà. Negare l'evidenza e le anomalie meteorologiche. Come spesso accade, ci si divide tra guelfi e ghibellini, tra negazionisti e catastrofisti perdendo di vista la realtà.















