Roma, 1 luglio 2026 – Dopo aver gestito abbastanza bene le prime ore post sisma, Delcy Rodriguez sente che il clima è cambiato. Man mano che sale il numero dei morti – arrivati ieri a 1.943 – esplode la rabbia della popolazione per l’inefficienza della risposta dello stato alla calamità. Per sedare la protesta montante, le autorità hanno cominciato a restringere l’accesso ai social e all’informazione straniera, mentre si moltiplicano le denunce dei crimini commessi dalle forze dell’ordine, tanto esaltate dalla tv di Stato. Un malcontento che Corina Machado punta a cavalcare per dare una spallata a Rodriguez e ottenere quanto prima libere elezioni. “Il regime ha chiuso lo spazio aereo per impedirmi di entrare nel nostro Paese, ma vi prometto che farò di tutto per arrivare a Caracas” ha attaccato, ieri, dal suo esilio a Panama la leader dell’opposizione.
Mentre diminuiscono le speranze di trovare superstiti ieri si è compiuto un doppio miracolo: Carlos, 12 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Macuto dai soccorritori ecuadoriani e Klieber Morán, di soli 3 anni, è stato riportato alla luce da un edificio di La Guaira dal team di salvataggio giordano. “Secondo i nostri registri e le testimonianze raccolte almeno 13400 persone sono riuscite a salvarsi, mentre sono 6.461 le persone estratte dal giorno del terremoto” ha reso noto il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez. La presidente del Venezuela Delcy Rodriguez (Afp)









