Delcy Rodriguez sta vivendo il momento più buio e delicato della sua presidenza. Tre giorni dopo il terremoto, alla sua prima apparizione pubblica nel comune di Chacao, è stata fischiata dalla popolazione esasperata dai ritardi degli aiuti.

Tuttavia può contare sul fortissimo appoggio, logistico ma anche politico, degli Stati Uniti di Donald Trump che non solo hanno inviato un ingente numero di militari ma hanno anche allentato le sanzioni economiche. Solo nelle prossime settimane si vedrà se i fischi saranno stati un episodio isolato, frutto della frustrazione del momento, o se il terremoto segnerà il tramonto della sua stella, l'inizio della sua fine politica.

Sino ad ora gli esponenti dell'opposizione, a partire dalla premio Nobel Carina Machado, non hanno potuto far altro che organizzare il proprio contributo nell'alleviare le sofferenze della popolazione. E chissà che questo terremoto non finisca per congelare lo scontro politico e allontanare eventuali elezioni.

Quello che è certo è che, solo sei mesi dopo la rocambolesca salita al potere nei giorni dopo la destituzione militare di Nicolas Maduro per mano degli Usa, Delcy Rodriguez, 57 anni, denominata "la Tigre del petrolio", è chiamata alla sfida più difficile della sua giovane presidenza, per quanto ad interim: affrontare la più grave calamità naturale che si sia abbattuta sul suo Paese da oltre un secolo. Il modo in cui riuscirà a gestire l'emergenza di questi giorni, ma anche la delicatissima fase della ricostruzione delle infrastrutture di un Paese oggi in ginocchio, determinerà il suo futuro politico.