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Aldo Cazzullo

La squadra giovane, fresca e feroce che aveva conquistato i Mondiali nel 2014 è svanita, sostituita da una formazione impaurita e senza identità. Ed è diventata il simbolo di un Paese fermo: analogico in un'era digitale. In cui, mentre l'economia fatica, riemergono i fantasmi della destra estrema

DAL NOSTRO INVIATONEW YORK - C'era una volta lo sport in cui «si gioca 11 contro 11 e alla fine vince la Germania» (Gary Lineker). E c’era una volta la «locomotiva d’Europa» (questo lo dicevano un po’ tutti). Ora la Germania si è incartata.

Il Paese che in effetti trainava l’Europa e arrivava quasi sempre in fondo agli Europei e ai Mondiali non esiste più. Sembra essere un Paese di cattivo umore, depresso, impaurito, che non sa più chi è. Non occorreva la sentenza del Paraguay e del Mondiale americano per rendersene conto; dal calcio è venuta soltanto una conferma.