Rigori fatali a Germania e Olanda. Il flop di Nagelsmann e polemiche sul post del cancelliere; i drammi degli Oranje, Ibra punge Koeman

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È vero: l'Italia ai mondiali è assente per la terza volta consecutiva e non può certo impartire lezioni. Ma anche la vecchia nobiltà calcistica europea arranca maledettamente e incassa un paio di dolorose sconfitte. Si tratta di Germania e Olanda, un tempo dominatrici del torneo e ora invece uscite entrambe, ai rigori, dopo i sedicesimi dell'edizione extra large voluta da Infantino. Per i tedeschi la sconfitta ha fatto un rumore inatteso coinvolgendo anche il cancelliere Merz, autore di un post incautamente consolatorio («il paese è orgoglioso di voi») poi in modo precipitoso corretto per evitare la valanga di critiche. Critiche feroci non risparmiate dai media che hanno stroncato Nagelsmann, il giovanissimo ct con contratto fino al 2028, difeso a spada tratta dal direttore tecnico Voeller. «Io non sono uno che scappa», ha detto il ct dopo il flop. «Imbarazzanti» il giudizio più educato indirizzato agli esponenti di punta della Mannschaft, presi di mira in particolare Musiala, Wirtz, lo stagionato Neuer e Havertz, responsabile del primo rigore sbagliato contro il Paraguay alla fine dei supplementari. Molti invocano l'arrivo di Klopp che però non sembra avere alcuna intenzione di tornare nell'arena calcistica. Il giudizio più feroce è quello firmato da Lothar Mattheus, ora commentatore tv: «Pensavamo solo alle famiglie e ai voli!».