La caduta di due giganti al Mondiale 2026 come Germania e Olanda, eliminati ai rigori da Paraguay e Marocco, punisce l’arroganza nordica – in particolare quella tedesca, rappresentata ai massimi livelli dal ct Julian Nagelsmann – e smentisce chi riduce il calcio a una semplice questione di numeri e risorse. La Germania, 84 milioni di abitanti, maggiore economia europea e terza nel mondo per PIL nominale, è stata sculacciata dal Paraguay, 6,3 mln di popolazione e 92° posto nella graduatoria mondiale del prodotto interno lordo. L’Olanda, 18 mln di persone e decimo PIL nel mondo, è stata superata dal Marocco, 36,6 mln di abitanti e 58° posto del PIL planetario.
I poveri hanno bastonato i ricchi nel modo più perfido: ai rigori, dove la proverbiale freddezza nordica è sempre stata un punto a favore. La Germania non era mai stata eliminata dal dischetto: il Paraguay, nella pancia dello stadio di Boston, ha interrotto un’imbattibilità leggendaria. L’Olanda è stata invece condannata da una maledizione: l’ultima partita persa al mondiale è il ko nella finale 2010 contro la Spagna, poi tutte sconfitte ai rigori. Una sequenza impressionante: nel 2014 in semifinale contro l’Argentina, nel 2022 stop ai quarti ancora contro l’Argentina e nel 2026 addio al torneo ai sedicesimi contro il Marocco (nel 2018 l’Olanda non era presente).










