Non è più una sequenza di colpi isolati, ma una strategia di attrito sistemico che punta a colpire la Russia nelle retrovie, nei bilanci e nella capacità industriale. Gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi, nodi ferroviari e impianti della difesa non vanno letti come episodi tattici separati, ma come l’applicazione coerente di una logica di deep operations condotta con mezzi asimmetrici e a basso costo nel quadro di una strategia di medio-lungo periodo. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

Nella grammatica delle operazioni congiunte, l’interdizione delle linee di comunicazione nemiche non sostituisce il combattimento sulla linea di contatto: lo prepara. Colpire raffinerie, depositi munizioni, snodi ferroviari e impianti di produzione significa erodere la sustainment capacity dell’avversario – la sua capacità di alimentare, armare e muovere le forze al fronte – per ridurne progressivamente l’operatività e rendere, in prospettiva, più favorevoli le condizioni per operazioni di contatto diretto.

Quello che rende il caso ucraino dottrinalmente interessante è che questa interdizione profonda, tradizionalmente missione aerea condotta da chi detiene superiorità nei cieli, viene qui condotta in assenza di superiorità aerea convenzionale. Il pacchetto di sistemi impiegato è in realtà eterogeneo, e vale la pena distinguerlo con precisione perché le categorie non sono intercambiabili: l’An-196 “Liutyi” (Ukroboronprom/Antonov), drone one-way attack con payload di circa 75 kg e raggio ormai prossimo ai 2.000 km, è il sistema più impiegato per la campagna contro le raffinerie; l’FP-1, prodotto dalla startup Fire Point, è un secondo OWA-UAV a basso costo destinato alla saturazione delle difese; il vero salto qualitativo recente è però l’FP-5 “Flamingo”, sempre di Fire Point, che non è un drone ma un missile da crociera a lancio terrestre con 3.000 km di raggio e una testata di oltre una tonnellata – una capacità di colpire in profondità strategica (Cheboksary, oltre 1.500 km dal confine) che nessun OWA-UAV può replicare per potenza distruttiva, anche se la sua precisione è ancora in fase di maturazione. È questa combinazione — sciami di drone economici per saturare e logorare la difesa aerea, missili da crociera per colpire duro sui nodi a maggiore valore – che sostituisce, con mezzi asimmetrici, la missione classica del bombardiere strategico. Una forma di “democratizzazione” dell’interdizione profonda che merita di entrare nei manuali, non solo nei bollettini di guerra.