VARSAVIA - Colpire il sistema energetico russo per vincere la pace: è una precisa scelta strategica di lungo periodo quella adottata dai comandi ucraini in modo sempre più sistematico, specie negli ultimi due anni. E dunque bombardare sistematicamente le raffinerie, i depositi, i gasdotti e oleodotti, le ferrovie che trasportano i carburanti destinati all’export. La logica che guida gli attacchi condotti con crescente efficienza dai droni ucraini è evidente: danneggiare l’energia russa significa mettere in ginocchio l’economia, toglierle i fondi vitali per la costruzione e l’acquisto di nuove armi e munizioni, in sostanza paralizzare lo sforzo bellico e dunque, in ultima analisi, costringere Putin a porre fine all’invasione per negoziare la tregua o, addirittura, un trattato di pace.