Le città spugna aiutano a ridurre allagamenti e isole di calore trasformando giardini, piazze e aree dismesse in spazi capaci di assorbire la pioggia

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Che cosa significa davvero “città spugna”Il giardino sotto casa può contare più di quanto pensiamoIl cemento continua a pesare sulle città italianeNon basta piantare alberi a casoGli italiani lo hanno capito, le città devono recuperare terrenoLa città spugna parte da interventi piccoli, ma non può restare piccola

Un temporale intenso, un tombino che non regge, l’acqua che corre sull’asfalto e arriva nei garage, nei sottopassi, negli androni. Siamo abituati a pensare agli allagamenti come a un problema di fognature, ma una parte enorme della questione sta prima: nel modo in cui abbiamo costruito le città.

Per decenni abbiamo coperto il suolo con cemento, parcheggi, strade, piazze impermeabili. Così l’acqua piovana non entra più nel terreno: scivola, accelera, si concentra tutta insieme e manda in crisi la rete di drenaggio. La logica delle città spugna parte da qui: restituire spazio al suolo, al verde, agli alberi e alle soluzioni naturali capaci di assorbire e rallentare l’acqua.