In questi giorni, parlando di città che fanno stare bene in occasione della Giornata per la Salute e il Benessere nelle Citta, mi è sembrato evidente che il tema fosse molto serio e ancora più grande delle città. Certo, le città sono oggi uno dei luoghi decisivi in cui si costruisce, o si consuma, la salute delle persone. Una città non è soltanto un insieme di strade, edifici, servizi, traffico e verde pubblico. È un ambiente di vita. Può facilitare o rendere difficile camminare, incontrarsi, accedere ai servizi, sentirsi sicuri, sostare, partecipare. Può aumentare stress e isolamento oppure produrre relazioni, movimento, fiducia, prossimità. Una città organizzata male consuma risorse psicofisiche. Una città ben organizzata le produce.
Ma questa riflessione urbana apre una questione più ampia. Perché ciò che vale per la città vale anche per la scuola, il lavoro, il welfare, l’ambiente, la sanità, la mobilità, la vita delle comunità. La salute non nasce soltanto negli ospedali e negli ambulatori: nasce nei luoghi in cui viviamo, nei tempi che abbiamo, nelle relazioni che riusciamo a mantenere, nelle opportunità che troviamo, nelle condizioni che ci permettono di funzionare come persone.







