di
Vera Martinella
La salute, fisica e mentale, della popolazione è una sfida che riguarda anche i Comuni. La Rete Italiana Città Sane compie 25 anni
Perché il Comune dovrebbe prendersi cura della salute dei suoi cittadini? E quale contributo possono dare oggi le città al benessere delle persone?
La prima risposta è sotto gli occhi di tutti: invecchiamento della popolazione, aumento delle fragilità, disuguaglianze, crisi climatica, bisogno crescente di salute mentale... «I Comuni si confermano il livello istituzionale più vicino alla vita quotidiana delle persone e quello più capace di attivare risposte intersettoriali e concrete» dice Lamberto Bertolé, presidente della Rete Italiana Città Sane – OMS (Organizzazione Mondiale di Sanità), che nei giorni scorsi a Roma ha festeggiato i suoi primi 25 anni di attività.Alla seconda domanda la Rete ha risposto con un quarto di secolo di esempi concreti in tutta Italia, in parte raccolti nel volume «Fare Salute. Esperienze, prospettive e ruolo delle città italiane», realizzato in occasione del venticinquesimo anniversario, con il coordinamento editoriale di Francesco Caroli (scaricabile gratuitamente a questo link).












