Il quadro di un Paese sempre più vecchio, malato, impoverito. Di anziani soli e non autosufficienti, con tante patologie croniche e redditi bassi. Ma anche i più giovani non se la passano meglio: sempre più casi di ipertensione, uno su 5 nella popolazione generale ma uno su due negli anziani, eccesso di peso e obesità, diabete, sedentarietà. Scarsa aderenza alla dieta mediterranea – meno di un italiano su 5 la segue regolarmente, le 5 porzioni di frutta e verdura quotidiane sono un miraggio - e comportamenti e stili di vita che fanno a pugni con il mantenersi in buona salute: i fumatori non diminuiscono più, i giovani sono stati dirottati da sapienti strategie di marketing verso la nuova dipendenza della sigaretta elettronica, i consumi di alcol si avvicinano a quelli più slegati dalla tradizione del vino al pasto per avvicinarsi al consumo compulsivo del fine settimana, a stomaco vuoto, spesso di superalcolici. E un sistema sanitario che arranca.

Il rapporto annuale Osservasalute

L’analisi approfondita sullo stato di salute degli italiani – analisi effettuata grazie ai dati forniti da 138 ricercatori in tutto il Paese che lavorano in Università e istituzioni e che sono a tutti gli effetti sentinelle sul campo della qualità dell’assistenza sanitaria - ce la consegna nei dettagli l’ormai ventiduesima edizione del rapporto Osservasalute 2025, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute come bene comune dell’università Cattolica, coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio, da Alessandro Solipaca, direttore scientifico e da Leonardo Villani, coordinatore dell’Osservatorio.