In Italia vivono 24 milioni di malati cronici e circa 4 milioni di persone non autosufficienti. Numeri destinati a crescere ulteriormente come conseguenza dell'invecchiamento della popolazione: se già oggi gli ultra-65enni rappresentano quasi il 25% della popolazione (circa 14 milioni), nel 2050 si prevede che rappresenteranno il 35% facendo crescere il bisogno di salute. A questa esplosione di domanda, però, non corrisponde una risposta pubblica sufficiente, con il risultato di alimentare il "razionamento sanitario implicito". È il tema al centro dal Rapporto "Quando i soldi non bastano - Il razionamento sanitario in Italia: la situazione degli ultimi sei anni", realizzato da NeXt Economia e Università di Roma Tor Vergata in collaborazione con Acli e Caf Acli, che sarà presentato a Roma il 23 febbraio alla Camera. In questo scenario, secondo il rapporto, decisiva diventa la "sanità di territorio" che vede lavorare assieme reti locali, servizi di prossimità e forme di integrazione tra attori pubblici, privati e del Terzo Settore. A supportare questo modello, una forma di intervento proposta è quella delle mutue socio sanitarie, che accompagnano i cittadini nell'accesso alle prestazioni sanitarie private, integrando l'offerta del servizio sanitario si rivolgono anche a chi è privo di altre coperture, come lavoratori precari, anziani e famiglie a basso reddito.
Crescono cronicità e non autosufficienza, mutue a fianco del Servizio Sanitario - Salute e Benessere - Ansa.it
In Italia vivono 24 milioni di malati cronici e circa 4 milioni di persone non autosufficienti. (ANSA)






