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Ultimo aggiornamento: 8:49

Gli anziani più poveri sono anche i meno longevi. Ci sono infatti fino a 9 anni di differenza nell’aspettativa di vita tra anziani a reddito elevato e quelli con reddito basso. È quanto emerge da un’analisi condotta dal National Council on Aging (NCOA) degli Stati Uniti e dal LeadingAge long-term services and supports (LTSS) Center dell’Università del Massachusetts a Boston, al centro del congresso nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), “Liberi e Longevi”, che si è concluso da poco nel quartiere di Scampia, a Napoli. Lo studio, condotto negli Stati Uniti, ha valutato l’impatto delle condizioni socio-economiche negative sugli over 60 statunitensi. I risultati hanno rilevato che la maggior parte degli anziani non dispone di risorse sufficienti per far fronte a una assistenza sanitaria a lungo termine o a problemi di salute, con una maggiore incidenza della mortalità che arriva a ridurre la longevità di quasi un decennio.

“Secondo l’analisi condotta negli Stati Uniti, gli anziani che appartengono al 20% più povero della popolazione, con un reddito medio inferiore ai 20.000 dollari l’anno, muoiono con una frequenza quasi doppia rispetto ai loro coetanei con un reddito annuo pari o superiore ai 120.000 dollari”, sottolinea Dario Leosco, presidente SIGG e professore Ordinario di Geriatria all’università degli Studi di Napoli Federico II. “Nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022, infatti, il tasso di mortalità degli over 60 economicamente più svantaggiati ha raggiunto il 21%, mentre tra i più benestanti si è fermato intorno al 10,7%. È proprio questa differenza di quasi dieci punti percentuali che traduce in termini concreti l’impatto della povertà sulla vita: in media, gli anziani con meno risorse muoiono circa nove anni prima di quelli più abbienti”, aggiunge.