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12 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:11

Per oltre un secolo, la storia dell’umanità occidentale è stata una marcia trionfale verso la longevità. Ogni generazione ha vissuto più della precedente, grazie a vaccini, igiene e antibiotici. Ma oggi, negli Stati Uniti, quella marcia sembra essersi trasformata in un brusco testacoda. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), condotto dai ricercatori della University of Texas Medical Branch (UTMB), lancia un allarme che non riguarda solo le statistiche, ma il futuro biologico di un’intera nazione: l’aspettativa di vita americana era in crisi molto prima che il Covid-19 apparisse sulla scena e continua a dover affrontare minacce derivanti dalla diffusione delle malattie croniche e dai tumori emergenti.

Lo studio, finanziato dal National Institute on Aging (NIA) del National Institutes of Health, ha esaminato il motivo per cui l’aspettativa di vita, in costante aumento da oltre un secolo, si è fermata intorno al 2010, sfidando le aspettative di un miglioramento costante osservate nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito. I ricercatori hanno analizzato i tassi di mortalità per età, sia per coorti di nascita che per periodi di tempo, creando uno dei quadri più completi ad oggi sull’andamento della mortalità negli Stati Uniti. I loro risultati dimostrano che la stagnazione dell’aspettativa di vita non è il risultato di una singola causa, bensì di una complessa convergenza di fattori quali l’aumento delle malattie croniche, l’evoluzione dei rischi comportamentali e l’aumento di alcuni tipi di cancro tra i giovani adulti. “Volevamo capire perché, in un periodo di grandi progressi nell’assistenza medica, gli americani non vedevano più miglioramenti nella longevità”, afferma Neil Mehta, demografo, epidemiologo e membro della facoltà dell’UTMB, nonché autore principale dello studio.