“Se vogliamo affrontare i cambiamenti climatici bisogna prima di tutto cambiare il paradigma con cui abbiamo letto finora la realtà. Ciò significa passare da un approccio emergenziale a uno preventivo, basato sulla resilienza e sull’anticipazione degli effetti più gravi del clima che cambia. Le nostre città devono diventare spugne”. Yuri Santagostino, presidente di Gruppo Cap, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato nella Città metropolitana di Milano, spiega così la filosofia delle “città spugna” da cui prende il nome il progetto di resilienza idrica di cui Cap è il soggetto attuatore e Città metropolitana l’ente che ha ottenuto il finanziamento del Pnrr.
“Le città devono essere in grado di assorbire acqua in modo intelligente, evitando che le piogge intense si trasformino in fenomeni di allagamento – spiega Santagostino - è essenziale progettare spazi urbani permeabili, che consentano un accumulo temporaneo delle precipitazioni e un loro rilascio graduale nel terreno”. La visione di fondo proietta nel futuro città sempre più resilienti, capaci di assorbire le acque e adattarsi agli effetti della crisi del clima. Il progetto è l’evoluzione di un impegno che prosegue da tempo e che ora può anche far leva sul contributo del Pnrr. In prima linea nell’implementazione di interventi di drenaggio urbano sostenibile, Gruppo Cap ha investito oltre 50 milioni di euro su 90 interventi in 32 Comuni, per trasformare circa 530 mila metri quadrati di aree urbane in spazi capaci di assorbire e gestire l’acqua piovana. Le soluzioni adottate spaziano dai cosiddetti rain garden, i giardini che raccolgono la pioggia, ai parcheggi drenanti passando per le grandi vasche volano interrate.








