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Ultimo aggiornamento: 8:06

Tante volte capita di pensare, o si sente dire: “Ma cosa posso fare, io, contro la crisi climatica?”. Proviamo allora a unire qualche puntino per poi arrivare a delle proposte operative concrete.

Dunque, il modello di sviluppo rimane patologicamente dipendente dall’utilizzo delle fonti fossili, principale causa del collasso climatico: carbone, petrolio e gas sono responsabili di oltre il 75% delle emissioni globali di gas serra e di quasi il 90% di tutte le emissioni di anidride carbonica, come si legge anche sui siti dell’Onu. Allora, se si vuole avere una chance di non subire gli impatti più catastrofici della crisi climatica, bisogna ridurre drasticamente e repentinamente l’utilizzo dei combustibili fossili.

Come si fa? Parafrasando: portando sia Maometto alla montagna, sia la montagna da Maometto. Cioè agendo sia sul lato dell’offerta, come chiede ad esempio l’iniziativa per il Trattato di Non-Proliferazione dei combustibili fossili (sostenuta fra gli altri dall’Organizzazione mondiale della Sanità e di fatto dal Vaticano attraverso il Movimento Laudato Si’), che vede crescere l’adesione degli Stati, diretti destinatari ovviamente dell’iniziativa; sia sul lato della domanda, invitando a comportamenti di acquisto, consumo, investimento, a stili di comportamento e di vita che minimizzino l’utilizzo delle fossili o comunque l’impatto, in termini di emissioni di gas serra collegate, delle scelte che si fanno.