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Ultimo aggiornamento: 18:03
“You can’t do it overnight”, non puoi farlo dalla sera alla mattina: sarei ricco se mi avessero dato un euro per tutte le volte che ho sentito questa frase, spesso in risposta a una mia sollecitazione. Riferita a cosa? Al fatto che dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili se vogliamo avere una chance di evitare gli impatti più catastrofici della crisi climatica. E che carbone, petrolio e gas vanno consegnati alla storia il prima possibile. Come dicono da un pezzo tutti gli organismi competenti in materia.
Quella frase è un’ovvietà: nessuno sano di mente può pensare di smantellare alla svelta un sistema costruito nel giro di qualche secolo che si fonda ampiamente sull’utilizzo di carbone, petrolio e gas. Il fatto è che chi la pronuncia non lo fa per riaffermare un’ovvietà. Lo fa per tirarla in lungo, per dire che ci vorrà chissà quanto, che è estremamente complesso, che va pianificato su scala globale ecc. ecc., per cui nel frattempo non si può che andare avanti come si è sempre fatto, signora mia.
A pesare come un macigno è però il sottinteso: che se solo avessimo saputo per tempo che bruciando fossili ci stavamo scavando la fossa, avremmo agito di conseguenza e magari a quest’ora il problema sarebbe stato risolto, o quasi. Qui casca l’asino! Perché si sa da decenni che continuando a bruciare combustibili fossili a tutto spiano il collasso climatico ci sarebbe scoppiato in faccia, com’è puntualmente accaduto. E a saperlo prima di tutti era BigOil.






