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Ultimo aggiornamento: 7:03

Ci hanno sempre detto che era colpa nostra. Dei consumatori. Siamo noi che dovremmo fare scelte diverse per orientare il mercato in senso più equo, sostenibile, sociale, ambientale.

Ma è un trucco. Vecchio di almeno cinquant’anni. Da quando negli Usa passava in televisione lo spot “The Crying Indian”: l’industria degli imballaggi e delle bevande usa e getta cercava di deviare l’attenzione dalle proprie responsabilità per l’inquinamento da plastica, spostando il fardello sulle spalle dei consumatori.

È una strategia narrativa che oggi torna con la crisi climatica. L’ha analizzata, e smontata, nel libro La nuova guerra del clima il climate scientist Michael E. Mann, uno dei climatologi più famosi al mondo, impegnato da anni nella lotta alla disinformazione climatica. A fine anni 90 elaborò il grafico divenuto celebre come “the hockey stick” sull’aumento delle temperature medie globali, uno dei grafici più influenti nella storia della divulgazione scientifica sul clima, poi ripreso nei report di IPCC.